Da qualche settimana si è tornati
a parlare dei rimborsi elettorali dei partiti e non lo si è fatto in maniera
molto precisa. Poiché il tema è complicato proviamo a fare ordine. Per capire.
Il così detto decreto Letta
(Dl149/2013) ha completamente modificato il sistema cancellando i rimborsi
elettorali, ma solo dal 2017. Nel 2015, dunque ai partiti aventi diritto spetta
una quota pari al 50% di quella alla quale avrebbero avuto diritto prima della
riforma. In cifre 45 milioni totali, euro più ed euro meno. Questi soldi
debbono essere erogati entro il 31 luglio prossimo a seguito di una delibera
degli Uffici di Presidenza di Camera e Senato che ne approvi il riparto. Fin
qui la legge vigente.
Il problema nasce a seguito del
fatto che l’organo incaricato di controllare la correttezza dei rendiconti
depositati dai partiti (La commissione di garanzia degli statuti) non ha svolto
questo controllo perché, come dichiarato dal suo presidente non ha le risorse
umane per svolgere tale compito. Da qui nasce il problema se la rata dei
rimborsi elettorali del prossimo 31 luglio potrà essere erogata o meno.
Se si legge con attenzione l’articolo
9 della legge 96 del 2012 (anche nei commi abrogati da dl 149 che, come
prescrive lo stesso Dl 149 con una norma transitoria [art 14, comma 3]
rimangono vigenti finche rimangono i rimborsi elettorali e dunque fino al 2017)
la mancata erogazione dei rimborsi elettorali agli aventi diritto è prevista
solo nel caso in cui una forza politica non depositi entro il 15 di giugno il
rendiconto dell’anno precedente ( in questo caso quello della gestione 2014)
con una serie di relativi allegati. Poiché i partiti hanno adempiuto a questo
obbligo, come la Commissione comunicherà entro il prossimo 15 di luglio, a
norma di legge i partiti possono pretendere di percepire nei termini la rata
spettante.
Il problema si pone perché la
Commissione sugli statuti non è riuscita a svolgere il controllo sulla
regolarità dei dati dei bilanci dei partiti relativi al 2013. In caso di
irregolarità riscontrate in tale controllo la sanzione massima eventuale non
può comunque essere superiore ai 2/3 della rata di rimborso elettorale
spettante nell’anno in corso (il 2015).
Di fronte a questa a questa
situazione sono possibili due strade (che spettera agli Udp di Senato e Camera
scegliere). La prima è garantista e prevede legittimamente l’erogazione dell’intero
importo dei rimborsi elettorali ai partiti entro il 31 luglio. Anche perché nel
caso di specie non sono i partiti ad avere contravvenuto alle regole, ma l’organo
di controllo che non ha adempiuto ai propri obblighi. La seconda strada che si
potrebbe seguire è quella colpevolista che prevede l’erogazione al 31 di luglio
di solo 1/3 dell’importo spettante, attendendo per i restanti 2/3 il controllo
da effettuarsi nel merito dei bilanci e l’assenza o meno delle sanzioni
pecuniarie che la Commissione potrebbe irrogare.
Una sola strada non sarebbe
corretto seguire, quella di non corrispondere alcun rimborso elettorale al
prossimo 31 di luglio.

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