Ormai da qualche mese depositata in prima commissione c’è
una proposta di legge che ha come finalità quella di attribuire alla
commissione sulla trasparenza dei partiti un certo numero di risorse umane per
consentirle di funzionare al meglio.
Questa proposta di legge neutra è divenuto il pretesto per
un’operazione più raffinata a tutto vantaggio dei partiti stessi. Con un
emendamento presentato dalla relatrice del provvedimento, infatti, si coglie l’occasione
per varare una sorta di sanatoria in merito al controllo sui bilanci dei
partiti dai quali dovrebbe dipendere l’erogazione delle ultime tranche del
vecchio finanziamento pubblico.
La proposta del relatore infatti stabilisce che i controlli
più stringenti sui bilanci dei partiti, che prevedono l’accertamento conformità
delle spese sostenute e delle entrate percepite a quanto riportato in bilancio,
dovranno essere svolti solo per i bilanci successivi all’esercizio 2014, quindi
solo a partire dai bilanci che riguardano l’anno in corso e che ancora non sono
stati ovviamente chiusi. Mentre per i bilanci relativi agli anni 2013 e 2014 la
norma proposta dal relatore propone solo un controllo formale, accertando di
fatto che siano corredati solo della relazione della società di revisione dei
conti esterna.
Ma il colpo di mano non si arresta qui, e visto che l’appetito
vien mangiando i partiti ne approfittano per andare anche a modificare le norme
relative all’accesso alla cassa integrazione per i propri dipendenti. L’emendamento
proposto, infatti, elimina il requisito previsto dal decreto Letta che imponeva
la registrazione e la permanenza nel nuovo registro dei partiti politici per
accedere alla cassa integrazione per i propri dipendenti.
La cosa più curiosa è che queste disposizioni sarebbero
dovute essere considerate inammissibili, perché non c’entravano nulla con la proposta
di legge originaria che aveva come finalità esclusiva quella del funzionamento
della Commissione sulla trasparenza sui partiti. Fondamentale è in questo senso
il ruolo giocato dal nuovo presidente della Commissione Maziotti Di Celso che a differenza del suo predecessore Sisto ha ritenuto ammissibile l’operazione.


Nessun commento:
Posta un commento