La maggioranza ha imposto con un
voto di troncare la discussione generale sul Dl stadi in corso questa mattina.
Quest’atto prepara il terreno all’apposizione della questione di fiducia, che
il governo apporrà quasi certamente alla ripresa della seduta pomeridiana e,
soprattutto, dopo che la commissione Bilancio avrà riferito all’aula il parere
sulle coperture del provvedimento, anche alla luce delle modifiche apportate. E
proprio il parere della commissione bilancio di Montecitorio è il punto dolente
della vicenda. La Commissione Bilancio, come sovente le accade e non certo per
colpa sua, non è riuscita ad esprimere il proprio parere sul provvedimento
prima che le commissioni di merito licenziassero il provvedimento, come prevede
il regolamento. Ma proprio delle condizioni nelle quali la commissione bilancio
è costretta a svolgere il proprio delicato compito si era lamentato
ufficialmente il suo presidente Francesco Boccia in una lettera al presidente
della Camera, che la Boldrini ha girato il 24 settembre scorso ai presidenti di
tutte le commissioni permanenti. In sostanza Boccia chiede che le commissioni
di merito inviino alla commissione bilancio i provvedimenti in tempi congrui
prima del loro approdo in aula, e propone che le commissioni in sede referente
provvedano a richiedere un parere al MEF sulle modifiche che intendono
apportare ad un provvedimento quando queste comportino oneri finanziari. Visto
come è andata al primo provvedimento importante dopo la sua lettera chi sa
quale sarà l’umore del presidente Boccia, visto che nel caso particolare del Dl
stadi la commissione bilancio si trova ad esprimere un parere sotto l’ulteriore
pressione della questione di fiducia che il governo ha di fatto già annunciato
sul testo del provvedimento.
La comunicazione della Presidente della Camera ai presidenti di commissione
«Gentile Presidente, il Presidente della V Commissione
Bilancio, Francesco Boccia, facendo seguito alle osservazioni svolte nella
riunione della Conferenza dei Presidenti di Commissione dello scorso 5 agosto,
mi ha inviato una lettera, di cui Le allego copia, nella quale evidenzia alcune
criticità relative all'esame in sede consultiva dei disegni di legge di
conversione dei decreti-legge da parte della Commissione da Lui presieduta.
In particolare il Presidente Boccia sottolinea come, in numerose occasioni, a causa delle modalità e dei tempi con cui ha avuto concretamente luogo l'iter di tali provvedimenti presso le Commissioni di merito, la Commissione Bilancio si sia trovata in una situazione di estrema difficoltà nello svolgere tempestivamente l'esame dei profili finanziari recati dalle modifiche introdotte in sede referente al testo dei decreti-legge e abbia dovuto, conseguentemente, esprimere il parere di sua competenza direttamente all'Assemblea. Il Presidente della Commissione Bilancio rileva inoltre come tale situazione abbia comportato, in alcuni casi, non trascurabili conseguenze sul piano procedurale, soprattutto nell'ipotesi di espressione di pareri favorevoli recanti condizioni ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; in diverse circostanze, infatti, l'Assemblea ha dovuto deliberare il rinvio del provvedimento alla Commissione di merito, al fine di consentire in quella sede una valutazione in ordine al recepimento nel testo delle citate condizioni.
Al fine di ovviare a tali inconvenienti e di assicurare una più efficace organizzazione dei lavori, il Presidente della Commissione Bilancio ha quindi prospettato Pag. 21alcune linee operative, proponendo innanzitutto che le Commissioni di merito operino in modo tale da concludere, ove possibile, l'esame degli emendamenti almeno ventiquattro ore prima del conferimento del mandato al relatore. In secondo luogo ha evidenziato l'esigenza che tali Commissioni richiedano al rappresentante del Governo, in coerenza con l'articolo 79, comma 4, del Regolamento, in relazione agli emendamenti sul quali il Governo intenda esprimere parere favorevole o intenda rimettersi alla Commissione, le valutazioni del Ministero dell'economia e delle finanze in ordine agli effetti finanziari delle proposte stesse o all'eventuale assenza di tali effetti.
Ritengo che le proposte formulate dal Presidente Boccia, che riprendono un tema già affrontato anche nella riunione della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni del 9 gennaio scorso, siano meritevoli della massima attenzione e debbano riguardare, in generale, tutte le modificazioni che le Commissioni di merito intendano apportare ai testi al loro esame. Se attuate, le indicazioni in esame consentirebbero, infatti, lo svolgimento di un maggiore approfondimento da parte delle Commissioni che procedono in sede referente, in necessaria interlocuzione con i competenti rappresentanti del Governo, dei profili finanziari delle proposte emendative al loro esame, in un quadro di coerenza con le altre valutazioni di merito. Consentirebbero, inoltre, alla Commissione Bilancio di esprimere il proprio parere sui testi modificati quando ancora il provvedimento è all'esame alla Commissione di merito, che disporrebbe del tempo necessario per una compiuta presa in considerazione del parere prima dei conferimento dei mandato al relatore (secondo l'indirizzo già contenuto nella lettera circolare del Presidente della Camera sull'istruttoria legislativa nelle Commissioni del 10 gennaio 1997).
Alla luce di ciò, ho ritenuto di portare alla Sua attenzione le proposte formulate dal Presidente della Commissione Bilancio, che appaiono idonee a migliorare la qualità dell'istruttoria legislativa e a garantire un'economia complessiva del procedimento favorendo il rispetto dei tempi previsti in sede di programmazione dei lavori, anche per quanto riguarda la fase di discussione in Assemblea.
La informo altresì che le predette proposte, e le conseguenti soluzioni operative, sono state da me rappresentate anche al Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento affinché possano essere definite le più opportune modalità di partecipazione ai lavori delle Commissioni dei rappresentanti dell'Esecutivo, in coerenza con gli obiettivi indicati. Con i migliori saluti».
In particolare il Presidente Boccia sottolinea come, in numerose occasioni, a causa delle modalità e dei tempi con cui ha avuto concretamente luogo l'iter di tali provvedimenti presso le Commissioni di merito, la Commissione Bilancio si sia trovata in una situazione di estrema difficoltà nello svolgere tempestivamente l'esame dei profili finanziari recati dalle modifiche introdotte in sede referente al testo dei decreti-legge e abbia dovuto, conseguentemente, esprimere il parere di sua competenza direttamente all'Assemblea. Il Presidente della Commissione Bilancio rileva inoltre come tale situazione abbia comportato, in alcuni casi, non trascurabili conseguenze sul piano procedurale, soprattutto nell'ipotesi di espressione di pareri favorevoli recanti condizioni ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione; in diverse circostanze, infatti, l'Assemblea ha dovuto deliberare il rinvio del provvedimento alla Commissione di merito, al fine di consentire in quella sede una valutazione in ordine al recepimento nel testo delle citate condizioni.
Al fine di ovviare a tali inconvenienti e di assicurare una più efficace organizzazione dei lavori, il Presidente della Commissione Bilancio ha quindi prospettato Pag. 21alcune linee operative, proponendo innanzitutto che le Commissioni di merito operino in modo tale da concludere, ove possibile, l'esame degli emendamenti almeno ventiquattro ore prima del conferimento del mandato al relatore. In secondo luogo ha evidenziato l'esigenza che tali Commissioni richiedano al rappresentante del Governo, in coerenza con l'articolo 79, comma 4, del Regolamento, in relazione agli emendamenti sul quali il Governo intenda esprimere parere favorevole o intenda rimettersi alla Commissione, le valutazioni del Ministero dell'economia e delle finanze in ordine agli effetti finanziari delle proposte stesse o all'eventuale assenza di tali effetti.
Ritengo che le proposte formulate dal Presidente Boccia, che riprendono un tema già affrontato anche nella riunione della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni del 9 gennaio scorso, siano meritevoli della massima attenzione e debbano riguardare, in generale, tutte le modificazioni che le Commissioni di merito intendano apportare ai testi al loro esame. Se attuate, le indicazioni in esame consentirebbero, infatti, lo svolgimento di un maggiore approfondimento da parte delle Commissioni che procedono in sede referente, in necessaria interlocuzione con i competenti rappresentanti del Governo, dei profili finanziari delle proposte emendative al loro esame, in un quadro di coerenza con le altre valutazioni di merito. Consentirebbero, inoltre, alla Commissione Bilancio di esprimere il proprio parere sui testi modificati quando ancora il provvedimento è all'esame alla Commissione di merito, che disporrebbe del tempo necessario per una compiuta presa in considerazione del parere prima dei conferimento dei mandato al relatore (secondo l'indirizzo già contenuto nella lettera circolare del Presidente della Camera sull'istruttoria legislativa nelle Commissioni del 10 gennaio 1997).
Alla luce di ciò, ho ritenuto di portare alla Sua attenzione le proposte formulate dal Presidente della Commissione Bilancio, che appaiono idonee a migliorare la qualità dell'istruttoria legislativa e a garantire un'economia complessiva del procedimento favorendo il rispetto dei tempi previsti in sede di programmazione dei lavori, anche per quanto riguarda la fase di discussione in Assemblea.
La informo altresì che le predette proposte, e le conseguenti soluzioni operative, sono state da me rappresentate anche al Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento affinché possano essere definite le più opportune modalità di partecipazione ai lavori delle Commissioni dei rappresentanti dell'Esecutivo, in coerenza con gli obiettivi indicati. Con i migliori saluti».

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