venerdì 12 aprile 2013

E IL PDL TENTA IL BLITZ PER AVERE UN SEGRETARIO D'AULA IN PIU'




Incredibile ma vero! Il Pdl, nel corso della giunta per il regolamento, ha chiesto di ottenere un ulteriore membro dell’ufficio di presidenza, un segretario d’aula per l’appunto. Le motivazioni espresse in una lettera inviata dal capogruppo Brunetta alla presidente della Camera sono essenzialmente due. La prima è che il Pdl non ha una rappresentanza proporzionalmente adeguata nell’ufficio di Presidenza rispetto alla sua consistenza numerica, in particolare per quanto attiene i segretari d’aula. L’altra motivazione riguarda il precedente della scorsa legislatura, quando la Lega ottenne un segretario d’aula aggiuntivo a seguito della nascita del governo Monti.
Ovviamente sia l’una che l’altra motivazione non sono state ritenute valide. La prima perché il regolamento della Camera impone che tutti i gruppi siano rappresentati nell’ufficio di Presidenza ma non prevede un criterio di rappresentanza proporzionale. Nel secondo caso è stato fatto notare, giustamente, come il precedente della lega fosse strettamente legato alla situazione di assoluta eccezionalità venutasi a creare a seguito della nascita del governo Monti, ovvero con la Lega che al momento era l’unico gruppo di opposizione (l’Idv si astenne sul primo voto di fiducia e quando passo all’opposizione non volle chiedere un’integrazione dei suoi membri in udp, che pure gli sarebbe spettata) ed in ufficio di Presidenza era rappresentata da un solo segretario d’aula.
Ancora più sorprendente un’ulteriore motivazione addotta, nel corso del dibattito in giunta a sostegno della richiesta da Elio Vito. I segretari d’aula, a differenza dei vice presidenti e dei questori, svolgono un ruolo di garanzia (sic.) ed è per questo che sarebbe necessario prevedere che ogni gruppo potesse avere un segretario d’aula. Ancora più divertente, e singolare, è che il principio di questa tesi è stato condiviso da Gianclaudio Bressa del Pd, sostenendo però che non si dovesse per forza passare da una modifica regolamentare e non procedere per via interpretativa.
Ovviamente il Pdl non ha ottenuto il segretario d’aula aggiuntivo, che non è riuscito ad eleggersi all’atto della composizione dell’ufficio di presidenza per guerre interne che hanno finito per cecchinare la Ravetto. Che però mentre il parlamento è fermo, mentre proprio il Pdl sostiene (e non a torto) che le commissioni non si possano convocare, si tenti di farsi assegnare una poltrona in più in udp, con tutto quello che ne consegue (avendo già, è bene ricordarlo, un vice presidente e un questore) questo è un po’ eccessivo e, forse inaccettabile.
Di seguito il resoconto del dibattito in giunta del regolamento.

giovedì 11 aprile 2013

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO, SOPRATTUTTO SE PROTESTA


 
Il tema della “perdita di tempo” si è trasformato in questi giorni da argomentino di polemica di piccolo cabotaggio, in un vero e proprio strumento di retorica politica. Non vale più solo per lo stallo sul fronte del governo che non consente la convocazione delle commissioni parlamentari e con esse l’avvio vero e proprio del lavoro legislativo, ma la perdita di tempo sembra essere divenuta l’arma preferita nello scontro che dilania il Pd, con la contrapposizione tra Renzi e Bersani.

A tal proposito e utilizzando il metro di chi denuncia ad ogni piè sospinto il trascorrere inutile e costoso del tempo non messo a frutto, fa una certa impressione che, potendosi iniziare ieri l’esame nella commissione speciale della Camera del Decreto sui debiti della P.A. sia invece partito nella giornata di oggi (anche se va detto con un calendario serrato che tra audizioni e sedute impegna l’intera giornata), lasciando invece vuota la sala del Mappamondo nella giornata di ieri. Ed il bello è che non si sono levate proteste.

Ovviamente anche per questo buco un motivo tecnico c’è e riguarda il Senato. Infatti essendo stato deciso, almeno nella fase delle audizioni, un percorso comune con la commissione speciale del Senato, ed essendoci ieri seduta a Palazzo Madama, il tutto è stato ovviamente rinviato ad oggi.

Per chi fosse interessato ad approfondirne i contenuti alleghiamo il link del dossier del servizio studi sul testo del decreto e sulle coperture finanziarie.

mercoledì 10 aprile 2013

GRILLINO DENUNCIA PIANISTI E DAI RESOCONTI SCOMPARE UNA FRASE DI LUPI



 
Durante la seduta di ieri al termine della votazione che ha integrato i poteri della commissione speciale, che per ora è anche l’unica istituita alla Camera dei Deputati, è stata sollevata per la prima volta in questa legislatura la triste questione dei pianisti. A Farlo il deputato cinque stelle Andrea Colletti che ha parlato di comportamento che rasenta la truffa invitando il presidente di turno, Maurizio Lupi , a controllare affinché ciò non si ripetesse.
Chissà se è per i toni particolarmente duri usati dall’onorevole grillino che i funzionari del servizio resoconti hanno ritenuto di eliminare una piccola frase, pronunciata in tono scherzoso qualche istante prima proprio dal Vice Presidente Lupi, dal resoconto stenografico pubblicato. Se si ascolta il file audio/video della seduta, infatti, nel corso della votazione Lupi, nel chiamare ad uno ad uno i deputati in difficoltà con il sistema di voto, dopo aver chiamato l’on. Gribaudo dice: divertito “Ha troppe tessere on. Buttiglione”.
Dal tono di Lupi si capisce che si trattava di una delle tante frasi scherzose che è solito pronunciare nel corso dei suoi turni di presidenza dell’aula. Sta di fatto però che per una coincidenza, o per zelo di qualche funzionario, la frasetta è sparita dai resoconti scritti, evitando che qualcuno a posteriori potesse ricollegarla ex post alla denuncia dell’on. Colletti.
Va detto che non è la prima volta che i resoconti scritti divergono, anche se di poco, dall’audio vero e proprio della seduta. Nella scorsa legislatura è già capitato che il resoconto scritto fosse emendato, ovviamente a fin di bene e di una forma più consona, di paroline pronunciate male per la fretta. Nulla di grave ovviamente, ma il punto è se quest’opera abbia un senso nel momento in cui chiunque, se lo vuole può risalire direttamente alla fonte.