Un taglio di circa 222 milioni di euro nel triennio 2015-2017
alla missione Ordine pubblico e sicurezza è una delle norme di cui si compone
la legge di stabilità 2015. In realtà questo taglio al ministero dell’Interno
su di una missione di spesa sensibile come quella della lotta alla criminalità
non balza subito agli occhi nella lettura dell’articolato, anche perché non si
trova all’interno dell’articolato ma in una delle tabelle allegate al
provvedimento. Formalmente figura nell’elenco numero 2 citato dall’articolo 24
della manovra, più precisamente per chi volesse cercarsela carte alla mano si
trova a pag. 164 dello stampato 2679-bis della Camera dei Deputati. A questi tagli
se ne aggiungono altri 53 milioni, sempre nel triennio 2015-2017, alla missione
relativa al soccorso civile. Tagli che fanno un certo rumore e che francamente
sorprendono, al di là delle valutazioni complessive sulla legge di stabilità, perché
certamente non possono essere giustificati con la spending review riduzioni di
spesa su temi sensibili e di grande rilievo per la vita dei cittadini, come il
contrasto al crimine e l’assicurazione dell’ordine pubblico o la prevenzione
dal rischio e il soccorso pubblico.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
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martedì 4 novembre 2014
mercoledì 3 aprile 2013
TAGLIATI ALTRI 8,5 MILIONI PROVIAMO A SPIEGARE SU COSA
Questa legislatura sembra iniziata all’insegna dei tagli,
almeno per quanto riguarda la
Camera , ed ogni settimana si riunisce l’ufficio di Presidenza
che annuncia nuove riduzioni. La settimana scorsa è toccato agli alloggi di
servizio e, anche se in maniera più fumosa, alle auto blu.
Questa volta è toccato, o meglio toccherà, alle indennità
aggiuntive per i deputati che ricoprono una carica, al personale di segreteria
e al fondo di rappresentanza generale a carico del cerimoniale, per un importo
totale di 8,5 milioni all’anno.
Poiché i resoconti (inseriti nei bollettini degli organi collegiali)
dell’ufficio di Presidenza escono con notevole ritardo, ci si deve
inevitabilmente affidare ai comunicati stampa o ai tweet dei diretti
interessati. Il problema è che sovente non si chiarisce se la delibera
assunta è immediatamente attuabile o se
invece, come di solito accade, si è solo dato mandato per un istruttoria sulla
base della quale prendere successivamente la decisione.
La linea di questo sito è tutt’altro che scandalistica, e
dunque se si sottolinea questo aspetto è solo per avvertire che questo metodo
produce danni e basta. Infatti la
Camera e le sue spese sono da settimane sotto la luce dei
riflettori dei media, ieri ad esempio c’è stato il pezzo di Sergio Rizzo sugli
emolumenti dei dipendenti. Tutti sembrano invece essersi dimenticati del
Senato, dove a quanto risulta sullo scadere della legislatura scorsa si è
proceduto a quella stabilizzazione di fine legislatura che invece è stata
impedita coram populo a Montecitorio.
Comunque veniamo ai fatti e proviamo a spiegarli, almeno
sulla base delle notizie. Il taglio del 25% delle risorse del personale di
segreteria dei deputati che hanno cariche istituzionali, significa o che si
riducono le unità di personale o gli stipendi. I membri dell’ufficio di
Presidenza hanno a disposizione i così detti decreti, che nella scorsa
legislatura erano quattro. I decreti a seconda della carica ricoperta
(segretario di presidenza, questore, vice presidente) sono più o meno ricchi. Tali
decreti possono essere assegnati per intero ad una persona (non accade quasi
mai) o spezzettati tra più risorse (per farsi un’idea si pensi che il 40% di un
decreto pari al IV livello assicura uno stipendio in busta di circa 2100 euro
per 15 mensilità). Tornando dunque alle decisione di ieri a quanto si apprende
si è ridotto questi decreti (che spetteranno in numero e importo inferiore
anche ai presidenti di commissione) del 25%. La conseguenza è che si assumerà o
si pagherà meno il personale, ma non si interviene su un punto fondamentale, la
trasparenza. Se c’è ancora un segreto inaccessibile a Montecitorio, anche
grazie alla solerzia e professionalità di alcuni funzionari, riguarda la
destinazione dei decreti (e qui mi fermo proprio perché lo scandalismo non ci
appartiene).
L’altro intervento riguarda il taglio del 30% dell’indennità
aggiuntiva prevista per i deputati che a Montecitorio ricoprono una carica. Che
significa? Che i segretari d’aula, i questori e i vice presidenti, ma anche i
presidenti di commissione, oltre all’indennità uguale per tutti percepiscono un’aggiunta,
ovviamente a salire, per la funzione svolta. Ad esempio per un segretario d’aula
(ma per le altre cariche è ben più corposa) era di circa 1500 euro aggiuntive,
cifra già decurtata del 10% stabilito sul finire della scorsa legislatura.
Infine si annuncia un taglio del fondo di rappresentanza
generale pari al 50%. Qui non si capisce se ci si riferisce al famoso fondo del
segretario generale di Montecitorio, reso noto dai Radicali, o se invece si
parla del cerimoniale. Sia come sia il conto totale per questa settimana sono 8
milioni e mezzo. Ovviamente in attesa di nuove polemiche e ulteriori tagli, e
soprattutto in attesa dei Boc.
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