giovedì 6 novembre 2014

LA CAMERA RIFORMA L'UFFICIO STAMPA?



Il quotidiano Italia Oggi pubblica nell’edizione odierna un pezzo (Rottamato l'ufficio stampa della Camera) che riferisce della volontà da parte della Camera di modificare l’organizzazione e la composizione dell’ufficio stampa istituzionale. A quanto riferisce il quotidiano una delle soluzioni al vaglio sarebbe quella di affidare un appalto ad una società esterna per la gestione del servizio. Nell’ambito di questa operazione si riferisce, inoltre, che gli attuali componenti dell’ufficio stampa istituzionale (che hanno contratti a tempo di due anni) non verrebbero riconfermati.
Questo Blog in passato si è occupato dell’ufficio stampa di Montecitorio e in merito all’ipotesi di riforma (che al momento è bene sottolineare è solo un’ipotesi) prospettata ritiene vi siano aspetti positivi e negativi che proviamo ad elencare.
Uno degli aspetti positivi, a nostro avviso, sarebbe quello di porre termine al rinnovo (quasi automatico) dei contratti biennali di giornalisti che, senza nulla togliere alle loro qualità professionali che sono sicuramente altissime, sono comunque stati assunti per chiamata diretta e senza procedura concorsuale. La decisione di assunzione e dei loro rinnovi viene  adottata, infatti, in sede di ufficio di presidenza. Come sottolinea, poi, lo stesso articolo, di Italia Oggi, i componenti dell’ufficio stampa sono entrati, quasi tutti, in quell’organo dopo aver lavorato come portavoce di Presidenti o vice presidenti della Camera.
Poiché i giornalisti dell’ufficio stampa Camera sono equiparati ai funzionari della Camera, sarebbe opportuno che le loro assunzioni scaturissero da concorso pubblico, magari anche solo limitato ai titoli, se non si vuole procedere all’esame. In questo senso era stato approvato anche un ordine del giorno al bilancio della Camera nel 2013.
Le perplessità sulla ipotesi di riforma nascono invece dalla riflessione in merito all’opportunità che la Camera dei Deputati appalti all’esterno la propria comunicazione istituzionale, invece di dotarsi di provvedervi in proprio attraverso l’assunzione di giornalisti in pianta stabile. Si dirà che l’appalto del servizio è preferibile per una questione di costi, e conseguenti risparmi. Premesso che è da vedere quale delle due soluzioni sia quella più economica, va anche detto che un’istituzione come la Camera dei deputati dovrebbe valutare non solo in termini economici, ma in via prioritaria in termini qualitativi, l’importanza della propria futura comunicazione istituzionale. Ben vengano le innovazioni e uno spazio sempre maggiore a Internet e ai social network, ma la comunicazione istituzionale della Camera verte su materie tali che ha bisogno di esperti certamente della comunicazione ma anche della materia parlamentare.

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