martedì 18 marzo 2014

HAI MENO DI 11 ANNI? NON PUOI VISITARE LA CAMERA CON MAMMA E PAPA'


Montecitorio non è a misura di bambino, ma soprattutto di famiglia, sembra strano ma è così. Come noto chiunque lo desideri può, semplicemente con una telefonata, prenotarsi per una visita guidata all'interno di palazzo Montecitorio. Chiunque purchè abbia un'età superiore agli 11 anni.
I bambini al di sotto di quell'età, anche se accompagnati dai propri genitori non possono entrare a Palazzo Montecitorio per partecipare alle visite di gruppo che la Camera quotidianamente organizza, ovviamente in maniera assolutamente gratuita.
A Montecitorio è consentita la visita di scolaresche di qualsiasi età, però per i bambini che non vogliono venire con la propria scuola scatta il limite di età per entrare. La misura, fatta valere anche nei confronti delle prenotazioni avanzate dagli stesse deputati per parenti amici e conoscenti (la legge è uguale per tutti), è sorprendente ed anche un po' incredibile, perchè di fatto impedisce alle famiglie che vengono a visitare Roma, di fare anche un interessante giro all'interno di un Palazzo, come Montecitorio, che a parte l'aula e il mitico transatlantico è ricco di storia e di opere da vedere. Se infatti in una famiglia ci sono minori al di sotto degli 11 anni scatta la preclusione all'ingresso, a meno che uno dei due genitori o comunque un adulto non rimanga in piazza del parlamento a far compagnia al bambino che non può entrare. 

lunedì 17 marzo 2014

SCOMPARE IL VIAGGIO IN SUDAFRICA NEL RIEPILOGO DI UN ANNO DI PRESIDENZA DELLA CAMERA



Un anno, il primo anno, è un anniversario significativo e importante, in particolare se trascorso sullo scranno più alto dell’assemblea di Montecitorio. Laura Boldrini ha giustamente voluto celebrare questo primo anno di presidenza della Camera con un post riassuntivo della sua attivitàpubblicato sul suo sito personale.
Sopra questo post è stata pubblicata anche una mappa riepilogativa delle attività ufficiali, alla Camera e fuori, in Italia e all’Estero, alla quale la Presidente ha preso parte in forma ufficiale.
Nello scorrere questo riepilogo è saltato un appuntamento alla quale la Presidente Boldrini ha partecipato. I funerali di Nelson Mandela in Sudafrica. Si potrebbe pensare ad una svista dei curatori del sito internet personale della presidente. Non è così, perché, della trasferta sudafricana per rendere omaggio a Nelson Mandela, non vi è traccia neppure nella pagina delle attività internazionali alle quali ha preso parte la Presidente pubblicata sulsito istituzionale della Camera.
Difficile pensare ad una doppia svista, e soprattutto da parte del sito ufficiale della Camera. Un tentativo di damnatio memoriae, che ha portato a cancellare quell’appuntamento per le polemiche alle quali alcuni giornali hanno ritenuto di dare vita, sarebbe tanto autolesionistico da doverlo ritenere improbabile. Infatti far sparire dalle attività internazionali della presidente della Camera una presenza che ha suscitato polemiche per questioni marginali, e non attinenti alla persona della Presidente in quanto tale, potrebbe sembrare quasi una sorta di ammissione di colpa, o comunque la volontà di far dimenticare quella partecipazione.
Probabilmente la spiegazione è un'altra, almeno speriamo. Ogni volta che si è parlato del viaggio della Boldrini in Sudafrica, nelle note ufficiali si è sempre specificato che la Presidente partecipava alla delegazione dello stato Italiano che andava a rendere omaggio a Mandela. Dunque, forse, la partecipazione ad una delegazione formalmente non rientra nelle attività internazionali della Presidente della Camera, delle quali il sito da conto ufficialmente.

giovedì 13 marzo 2014

I NUMERI AL LOTTO SULLA SPENDING REVIEW



Sulla Spending Review qualcuno sta dando i numeri al lotto e sarebbe ora di fare chiarezza. Ci occupiamo solo di questo tema (tralasciando la torrenziale conferenza stampa del presidente del consiglio, sulla quale molto ci sarebbe da precisare) perché ieri è stato posto con forza all' attenzione del parlamento, da un’audizione svolta in commissione bilancio al Senato dal Commissario Carlo Cottarelli, incaricato dal precedente governo proprio di occuparsi di revisione della spesa.
Cottarelli ieri ha messo a verbale che secondo il suo piano i risparmi per il 2014 ottenuti con la spending review potrebbero essere circa 3 miliardi, aggiungendo se saremo bravi. Dunque potrebbero essere qualcosa meno. Il Premier, qualche ora dopo da palazzo chigi, parlando delle coperture per i futuri provvedimenti (ieri gli unici soldi davvero stanziati sono stati solo quelli del piano casa) ha invece ribadito la cifra di 7 miliardi di euro attesi dalla spending review per il 2014. Tra lui e il commissario del governo ballano 4 miliardi che non sono pochi.
Se poi passiamo dalla parole (perché ad oggi di questo si tratta sia da parte di Cottarelli che di Renzi) ai provvedimenti normativi, allora non possiamo non fare riferimento al Decreto Legge 4/2014 in corso di esame alla Camera (A.C. 2012). Ebbene questo provvedimento all’articolo 2 quantifica i risparmi della spending review per il 2014 in 488 milioni di euro e li destina (essendo un decreto legge questa norma è già in vigore dal 29 gennaio) alla copertura del minor gettito che lo stato registrerà a seguito della mancata razionalizzazione degli sgravi fiscali prevista dai commi 575 e 576 della legge di stabilità 2014 che il decreto ha soppresso.
Dunque l’unico atto concreto, come una norma di legge già in vigore, quantifica e destina (il che significa che questa cifra non si può utilizzare per altre finalità) i risparmi attesi dalla spending review in 488 milioni per il 2014, 1.372 milioni per il 2015, 1874 milioni per il 2016 e 2017. Cifre distanti da quelle di Cottarelli e abissalmente distanti da quelle del premier Renzi. Inoltre quello che almeno andrebbe chiarito è se i 3 miliardi indicati da Cottarelli per il 2014, e le altre cifre per gli anni a venire, comprendono già gli stanziamenti previsti dal Dl 4/2014, oppure se si vanno ad aggiungere a quelli. Il che soprattutto dal 2015 in poi non è proprio una quisquilia.