venerdì 13 marzo 2015

TOSI NON METTE A RISCHIO IL GRUPPO LEGA ALLA CAMERA



Diversi articoli della stampa nazionale, commentando l’espulsione di Tosi dalla Lega e tentando di ipotizzare le conseguenze politiche ed elettorali che potrebbero verificarsi a seguito della scissione dei suoi fedelissimi, paventano ripercussioni anche sulla sopravvivenza del gruppo alla Camera, ad oggi composto da 20 deputati, numero minimo per la costituzione di un gruppo a Montecitorio.
Pochi o tanti che siano le eventuali fuoriuscite il gruppo Lega non corre alcun rischio in merito alla sua sopravvivenza. Infatti la Lega ha tutti i requisiti previsti dal comma 2 dell’articolo 14 del Regolamento della Camera per ottenere la deroga da parte dell’Ufficio di Presidenza (avendo presentato in almeno 20 collegi, con il medesimo contrassegno, proprie liste di candidati ecc. ecc). Inoltre in questa legislatura sono già stati costituiti gruppi in deroga (Fratelli d’Italia) e questo rende inevitabile lo stesso trattamento anche a favore della lega.
Va detto inoltre che nei confronti del Gruppo per l’Italia, una volta sceso al di sotto delle 20 unità, si è fatto finta di nulla e neppure è stata attivata la procedura di deroga.
La Lega, dunque, come gruppo parlamentare a Montecitorio può dormire sonni tranquilli, al massimo si vedrà sottrarre qualche stanza e/o qualche dipendente del gruppo a seconda del numero di deputati di rito tosiano che eventualmente decideranno di uscire.

giovedì 12 marzo 2015

LA CANNABIS DIVIDE I PARLAMENTARI VIA MAIL



Il tema delle droghe, anche quelle leggere, ha sempre creato forti contrapposizioni, non solo nella società ma anche in politica. Forse è per questo che da qualche giorno si è accesa una sorta di competizione tra antiproibizionisti e proibizionisti. Confronto che non si verifica in aula o in commissione, bensì nella caselle di posta elettronica di deputati e senatori.
Ad aprire l’ostilità nel tardo pomeriggio del 7 marzo è  Benedetto Della Vedova che, non ostante sia attualmente membro della compagine governativa (sottosegretario agli esteri), dalla sua casella del Senato invia a senatori e deputati la proposta di costituire l’Intergruppo parlamentare per la legalizzazione della Cannabis con la finalità lavorare ad una proposta di legge da presentare in Parlamento.
A questo appello nei giorni seguenti arrivano diverse risposte, ovviamente spammandole a tutti i quasi mille parlamentari, con adesioni da Montecitorio e da Palazzo Madama.
Forse è per questo che anche i proibizionisti decidono di entrare nell’agone e l’11 marzo, sempre a metà pomeriggio è la volta del Vice Presidente del Senato Maurizio Gasparri, a nome anche del collega Giovanardi, di far partire un appello volto a rilanciare il già costituito Intergruppo parlamentare per la libertà “dalle” droghe con il fine di contrastare la diffusione delle droghe e di una legislazione che combatta questo flagello.
Detto per inciso, che almeno per il momento, l’appello di Gasparri e Giovanardi sembra riscuotere molto meno successo tra i parlamentari,  vedremo chi avrà la meglio, anche se è probabile che ancora una volta le associazioni e gli intergruppi vari produrranno un paio di cene conviviali al ristorante

giovedì 5 marzo 2015

BOLDRINI AI DEPUTATI: DITE MINISTRA, SOTTOSEGRETARIA ECC L' HA SANCITO L'ACCADEMIA DELLA CRUSCA



La Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini è da sempre una paladina delle pari opportunità. Così oggi ha diramato via mail una lettera a tutti e 629 i suoi colleghi per richiamare la loro attenzione sull’esigenza "dell’adeguamento del linguaggio parlamentare al ruolo istituzionale, sociale e professionale assunto dalle donne e al pieno rispetto dell’identità di genere”. In sostanza la Presidente Boldrini invita tutti i deputati e le deputate nel corso degli interventi che svolgono in Assemblea o in commissione a far si che “le cariche e i ruoli istituzionali siano richiamati nelle forme corrette, ossia secondo il genere proprio della persona cui si riferiscono” Insomma a declinare al femminile le cariche ricoperte da donne, come ad esempio Ministra, Segretaria generale, sottosegretaria ecc. La presidente segnala che lei ha già rappresentato agli uffici l’esigenza che nella pubblicazione dei resoconti parlamentari, il richiamo ai ruoli ricoperti sia effettuato in modo da garantire il rispetto dell’identità di genere. Anche perché il non farlo, conclude la Presidente, sarebbe un errore linguistico, come sancito in un documento del 2011 dell’Accademia della Crusca.