Nella seduta di ieri alla Camera durante l’esame della
riforma costituzionale un emendamento che tale non era, perché di fatto non
avrebbe modificato nulla, ha creato qualche minuto di corto circuito. Stiamo
parlando dell’emendamento del testo alternativo del relatore di minoranza Toninelli
all’articolo 29 del ddl costituzionale. Sia l’articolo 29 che l’emendamento
eliminano dal primo e secondo comma dell’articolo 114 della Costituzione la
parola Province, solo che lo fanno in maniera diversa. Il testo dell’articolo
29 propone una novella all’articolo 114 della Costituzione sopprimendo la
parola province, l’emendamento del testo alternativo, invece, riscrive i due
commi dell’art 114 espungendo la parola province. Dunque stesso esito. Ed è
proprio questo che crea il problema. Il primo ad intervenire e sollevare la
questione è il relatore della Lega Bragantini che pone la seguente questione:
Governo e maggioranza hanno dato parere negativo, ma se si boccia questo
emendamento che è identico al testo dell’articolo 29 del ddl, non si denuncia consequenzialmente
anche lo stesso articolo 29? La Presidente Boldrini in prima battuta si confonde
e pensa che il problema stesse nel fatto che sarebbe scomparsa dalla
costituzione la disposizione che Roma è la capitale dello stato, ma non è così perché
tale disposizione si trova nel terzo comma dell’articolo 114 della Costituzione
che non viene modificato. Prova a fare luce sulla questione il relatore Fiano
del Pd, spiegando che l’emendamento che, anche se votato, non modificherebbe il
testo del ddl non ha senso e dunque da qui origina il parere contrario. Inoltre
Fiano fa un cenno al fatto che tale emendamento avrebbe dovuto essere
considerato inammissibile dalla Presidenza. Buttiglione conferma quanto detto
già da Fiano specificando, però, che l’emendamento essendo stato considerato ammissibile
deve essere posto comunque ai voti. La Presidente Boldrini ammette che vi è
stato un errore degli uffici nel vaglio di ammissibilità ma, al contrario di
quanto sostenuto, a nostro avviso correttamente da Buttiglione, decide che sull’emendamento
non si debba votare, varando una sorta di inammissibilità ex post. Ciliegina
sulla vicenda è stata costituita dal fatto che il presentatore dell’emendamento
in questione, il relatore di minoranza Toninelli, mentre si disquisiva sul suo
testo era sparito dall’aula.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
martedì 27 gennaio 2015
lunedì 26 gennaio 2015
MONTECITORIO BLINDATO PER LE ELEZIONI DEL PDR, SOSPESI TUTTI GLI ACCESSI
Durante le votazioni per l’elezione del Presidente della
Repubblica Montecitorio, sede dei grandi elettori, sarà praticamente blindato.
In data 22 Gennaio sono gli stessi questori della Camera ad annunciarlo ai loro
colleghi in una nota.
Ai gruppi parlamentari saranno assegnati posti contingentati
sia per le tribune del pubblico che nelle sale di rappresentanza appositamente
allestite in proporzione alla rispettiva consistenza numerica.
Per evitare un eccessivo affollamento di Palazzo Montecitorio,
ed in particolare del Piano aula, ai deputati sarà vietato ricevere persone all’interno
del Palazzo sia durante le sedute del Parlamento in seduta comune, sia nelle
fasi di sospensione. Non solo, ma nella nota si comunica anche che tutte le
autorizzazioni permanenti di accesso (tesserini) al piano aula e Transatlantico
saranno sospesi, e in tali zone si potrà accedere su autorizzazione esplicita.
venerdì 16 gennaio 2015
COLPO D'AIR PER IL SOTTOSEGRETARIO SESA AMICI
Siparietto divertente, ed anche paradossale, in commissione
affari costituzionali alla Camera dove si sta svolgendo l’esame del decreto mille
proroghe. Un deputato di opposizione nella seduta di mercoledì 14 gennaio
chiede conto al sottosegretario Sesa Amici del perché il decreto sia privo dell’Analisi
di Impatto sulla regolamentazione (AIR). Il sottosegretario replica che si
informerà e che risponderà nella seduta successiva. Effettivamente così fa.
Nella seduta di giovedì 15 gennaio il sottosegretario Amici spiega che l’AIR
non è stata predisposta perché trattasi di un provvedimento urgente, come
previsto dall’articolo 9 del DPCM 170/2008.
Dov’è il paradosso della vicenda? Sta nel fatto che la
risposta data da Sesa Amici è corretta ma è la stessa identica riportata nello
stampato del decreto a pag. 49. Dunque la Sottosegretaria ha impiegato un
giorno e magari ha anche consultato gli uffici del ministero per fornire una
risposta che era già presente nel provvedimento che lei sta seguendo a nome del
governo.
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