martedì 1 luglio 2014

IL CONVEGNO DI BOCCIA DOPPIO PRESIDENTE ISTITUZIONALE E TIFOSO



Nella tarda mattinata di oggi a tutti i deputati è giunto il seguente invito sulla propria mail istituzionale. “Carissime/i, martedì 8 luglio, presso la sala della Regina della Camera dei Deputati, si terrà un dibattito su “L’impatto economico dello sport in Italia-verso un bilancio consolidato” organizzato in collaborazione con l’associazione parlamentare Giovanni Agnelli, Juventus Club Parlamento. All’incontro interverranno Andrea Agnelli, presidente della Juventus Fc, e Giovanni Malagò, presidente del Coni. Modera il dibattito la giornalista e conduttrice tv Valeria Ciardiello” . Promotore dell’iniziativa è Francesco Boccia nella doppia veste di Presidente della Commissione Bilancio della Camera e di Presidente dello Juventus Club Parlamento. Una iniziativa a metà strada tra la politica sportiva e i suoi riflessi sull’economia e il tipico incontro organizzato da una delle tante associazioni di parlamentari tifosi di Calcio, in questo caso Juventini, che avranno  la possibilità di incontrare il presidente della loro squadra del cuore. La sala assegnata è di assoluto prestigio, forse troppo, visto che la sala delle regina, al secondo piano di Montecitorio è una delle più belle a disposizione della Camera.

venerdì 27 giugno 2014

LA MADIA RIAPRE LA PORTA ALLE NOMINE POLITICHE NEI CDA



Il decreto sulla semplificazione varato dal governo Renzi non è male. Per carità niente di epocale. E’ solo composto da molte norme alle quali sarà complicato dire di no, ovviamente con motivazioni valide, da parte delle opposizioni. Al suo interno c’è però una norma furbetta, che va a cancellare una delle disposizioni varate dal governo Monti in tema di cda delle partecipate. Monti nel decreto 95 del 2012 aveva ridotto il numero dei componenti di molti cda, portandoli da 5 a 3, e aveva aggiunto che due su tre dovessero essere dipendenti dell’amministrazione controllante. Questa norma riduceva ulteriormente lo spazio per le nomine di natura politica.
L’articolo 16 del decreto 90, al comma 1 ha modificato questa disposizione eliminando l’obbligo che due dei tre membri dei cda delle partecipate debbano essere dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione. Va da se che le nomine di natura politica tornano a guadagnare due poltrone a cda.

mercoledì 25 giugno 2014

EVENTO STORICO ANCHE SE NON PRODURRA' EFFETTI



Il confronto pubblico tra Pd e M5S in tema di legge elettorale costituisce un evento storico della politica italiana. Chiunque l’abbia seguito con un minimo di attenzione si è reso conto che concretamente e nel merito dell’approvazione della nuova legge elettorale non produrrà alcun esito, sia perché sul punto dirimente della governabilità, o più precisamente sul fatto se le alleanze debbano essere stipulate prima o dopo il voto, le posizioni sono rimaste opposte. Sià perché con un testo già approvato in prima lettura alla Camera non è nelle cose che si azzeri tutto e si ricominci daccapo discutendo su un nuovo testo, il democratellum, come chiesto da M5S.
Nonostante ciò il confronto va considerato comunque un evento storico e positivo perché segna una novità inaudita fino ad ora per la politica italiana. Per la prima volta due forze politiche, le due principali forze politiche del paese, si sono confrontate seriamente sulla legge elettorale in maniera pubblica, in modo che chiunque lo avesse voluto, anche grazie alla diretta televisiva, avrebbe potuto seguirlo dall’inizio alla fine. Certamente non sono mancate battute maliziose, rivolte più alle telecamere che al merito del confronto, da una parte e dall’altra. I riferimenti all’arresto di Genovese e alle tessere fasulle da parte del M5S e il riferimento a Farage e la battuta sui 5 comuni su ottomila da parte di Renzi, ma questa volta al tavolo si è parlato soprattutto di questioni di merito.  Si è parlato di collegi, di preferenze, di circoscrizioni, di uno o due turni, lasciando da parte la spettacolarizzazione.
Il merito di questa clamorosa innovazione è dovuto oggettivamente alla presenza di una forza politica come M5S. Certamente anche a Renzi e al Pd va riconosciuto il merito e il coraggio di essere stati i coprotagonisti dell’evento, addirittura è stato il Pd il primo a chiedere la diretta streaming, ma è difficile pensare che nella nostra politica si potesse mai arrivare a questo punto di chiarezza e trasparenza se, pur con tutti i difetti e i limiti che si porta dietro, non avesse fatto il suo ingresso da protagonista sulla scena un soggetto come il Movimento 5 Stelle.
Al 5 stelle si deve rimproverare di essersi mosso tardi sulla legge elettorale, di essere rimasto a fare i massaggi negli spogliatoi per tutto il primo tempo della gara. E di essersi risolto ad entrare in campo solo a seguito dello contraccolpo psicologico di una sconfitta elettorale che i pentastellati hanno percepito in misura notevolmente maggiore della sua effettiva portata, e, almeno sulle prime come semplice escamotage tattico.
Ciò detto, oggi si è comunque compiuto un altro importante passo verso il rinnovamento del modo di fare politica, ed il merito è dei cinque stelle e dell’uomo politico, Renzi, che più di tutti, non solo ha le doti, ma è naturalmente predisposto a giocare su questo nuovo terreno.