Il rinvio in commissione della
proposta di legge in tema di conflitto di interesse rappresenta la conseguenza di
un pessimo lavoro parlamentare. Tutto inizia in commissione, quando invece di
procedere ad un esame accurato di un testo che riforma un settore estremamente
delicato, il Presidente e relatore Francesco Paolo Sisto decide di chiudere
tutto in due sole sedute. Il 2 ottobre è lui a redigere un testo unificato trale quattro proposte in esame. Testo che rimarrà immutato perché nella
successiva seduta del 7 ottobre sempre Sisto propone di ritirare tutti gli
emendamenti presentati e rinviarli all’aula per consentire alla proposta di
legge di arrivare in aula nei tempi previsti dal calendario. Poiché tutti i
gruppi accettano la commissione non vota. Su questo testo, che è quello
elaborato dal presidente Sisto, la commissione bilancio esprime un parere a dirpoco tranciante, parere negativo su tutti gli articoli per mancanza di
coperture. In aula allora si propone il ritorno in commissione e il relatore
Sisto, che aveva spinto per portare questo testo in aula, accetta
tranquillamente. Risultato, i tempi di approvazione saranno molto più lunghi di
quanto non lo sarebbero stati se la commissione affari costituzionali avesse
svolto in maniera attenta e approfondita il proprio lavoro.

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