Venerdì
scorso su Sette Gian Antonio Stella aveva posto la questione dell’opportunità
che Giancarlo Galan, attualmente agli arresti domiciliari, permanga alla
presidenza della commissione cultura della Camera. Oggi, con una lettera al
Corriere, la Presidente Boldrini ribadisce che la Camera dei deputati non
dispone di strumenti per revocare un presidente di commissione.
Per quanto
attiene alle norme regolamentari la Presidente Boldrini ha ragione, ma nella
sua risposta dimentica un precedente non da poco in questo senso, ed anche
abbastanza recente. Nella scorsa legislatura, infatti, il presidente della
Commissione Antimafia, Senatore Villari, fu revocato a seguito di una decisione
presa di comune accordo dai presidenti di Camera e Senato sulla base di un
parere espresso dalle rispettive giunte per il regolamento.
In quell’occasione
tutti i componenti della Commissione, tranne tre, si dimisero dalla stessa e i
tre membri rimasti, tra cui il presidente furono revocati a seguito dello
scioglimento della stessa commissione che era impossibilitata a svolgere i
propri lavori.
Tale
operazione fu certamente una forzatura delle procedure e delle prassi parlamentari,
ma fatto sta che pose un precedente. Precedente che potrebbe, qualora lo si
volesse davvero, essere fatto valere oggi in un caso, come quello dell’On.
Galan, che certamente giustifica il richiamo ad una soluzione eccezionale più
di quanto non lo giustificasse il caso Villari

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