Nella seduta di mercoledì 6 agosto la prima commissione della Camera ha
approvato il testo di una proposta di commissione di inchiesta sul sistema dei
Cie. Gran parte del lavoro era stato fatto in sede di comitato ristretto e
dunque gli emendamenti presentati al testo unificato sono stati pochissimi e su
aspetti particolari. Tra questi ce n’è stato uno del deputato pentastellato Emanuele
Cozzolino che proponeva di lasciare invariato il finanziamento previsto per i
lavori della commissione (50.000 euro annui), ma di prevedere una
rendicontazione analitica dell’uso di queste risorse da allegare al testo della
relazione finale che la commissione produrrà al termine della sua inchiesta. L’emendamento
è stato respinto, ma curiose sono le motivazioni addotte dagli intervenuti per
motivare la loro contrarietà. Il Relatore Migliore, Fiano del Pd, e il
sottosegretario Sesa Amici, dichiarano di condividere nel merito la proposta,
ma chiedono al presentatore di ritirare l’emendamento perché sarebbe la prima
volta che una commissione d’inchiesta si doti di una simile norma di
trasparenza e questo creerebbe disparità rispetto alle altre già istituite.
Ecco dunque la proposta di rinviare il tutto alla decisione del costituendo
ufficio di presidenza della commissione all’atto di approvare il regolamento
interno. Ovviamente, e a nostro modesto avviso, si tratta di un’occasione persa
per apportare un’importante innovazione in tema di trasparenza e di uso delle
risorse da parte delle commissioni di inchiesta. Infatti, ad oggi, nel bilancio
della Camera è riportato il costo annuo delle singole commissioni di inchiesta
(cifra che di solito coincide con il budget assegnato per il funzionamento), ma
non vi è alcuna specifica delle voci che hanno portato a quella somma totale.
Inserire un rendiconto analitico dell’uso delle risorse assegnate poteva
costituire un utile strumento per spostare l’attenzione ( e la polemica non
sempre giustificata) dal quantum delle risorse assegnate al modo in cui queste
vengono effettivamente utilizzate, ma probabilmente in prima commissione non l’hanno
capito.

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